Caduco (o il lettore infastidito)

Nell’epoca del velocissimo il riferimento a un pezzetto di cultura popolare in una canzone o in un brano anche altrimenti ben scritto di narrativa che non viene raccontato (e che quindi facilmente può essere perso dal lettore o ascoltatore) è divenuto ancora più fastidioso e candidato velocissimo all’oblio che in passato.

Se vuoi individuare senza fatica queste circostanze la parolina spia è “come”. Ti faccio un paio di esempi:

” Il zonzolatore neutrinico si spense proprio quando ne avevo più bisogno, come un GadgetDIffusissimoAll’EpocaDellaScritturaDelPezzo che si scarica”

“Non appena profferii il mio commento inopportuno lo sguardo di Melissa diventò tagliente come lo sguardo della Comandantessa Suprema Felpinia del Tuono di Daghe”

Il tuo ascoltatore o il tuo lettore potrebbero non sapere chi sia Felpinia. Potrebbero non usare il GadgetDiffusissimo (e usarne un altro un po’ o assai diverso). DI certo sanno che sei uno sciattone.

genti e strumenti: cosa ho visto in Friendfeed

la pagina di ingresso di Friendfeed

la pagina di ingresso

Chi non c’è stato, soprattutto durante il periodo precedente la chiusura, non ha idea di cosa e chi stesse là dentro. Dedico questi pensierini a chi c’era.

Sono stato su Friendfeed, del quale potete leggere qui, dal 18/12/2008 al 10/4/2015, giorno della dismissione. Friendfeed era un capolavoro di ingegneria informatica: ha funzionato bene per quasi sei anni praticamente senza manutenzione, consentiva una interazione tra persone in tempi talmente rapidi da poterli considerare “tempi reali” per le nostre capacità di esseri biologici, era facile da usare e da configurare, era facile per comunicare con scimmie poco pelose fatte come noi.

Essere così riuscito ha consentito (e invogliato) a qualche migliaio di utenti del web italiano particolarmente dotato del desiderio insopprimibile di esprimersi e distinguersi  (insomma, di vivere) di segnalre, pontificare e puntualizzare, cazzeggiare, sedurre, essere sedottio sbruffoneggiare, spettegolare ed esporsi a unanimi biasimi e complimenti.

Come è inevitabile che accada nelle comunità appena popolose, le occasioni di colossali figuracce, di piccole truffe, di creatività e di condivisione di gioia e dolore sono state tutte sfruttate.

Ora è finito, con le ultime settimane e gli ultimi giorni prima della chiusura letteralmente ubriacanti (e per certi versi commoventi) per la quantità e verità di cose dette, scritte e mostrate.

Posso solo dire “che fortuna esserci stato”.

Intanto, nel futuro prossimo…

RRRRIIIIIING
– Sì chi è?
– Buongiorno, il signor Armidio Fisbacci?
– Sì, con chi parlo?
– Sono l’esattore Misfanzio, lavoro per Bacefoogle, sono qui per l’esazione di contratto.
– Ma di che parla? Bacefoogle? Esazione? Ma se lo sanno tutti che è gratis!
– No signore, non lo è più, la clausola anteattiva da lei sottoscritta elettronicamente nel 2008-2010 è entrata in vigore questa settimana, lunedì 13 giugno 2016, ci deve 4740 euro fino a oggi e 10 euro al mese per il resto della sua vita…
– Non se ne parla! Se ne vada! E non ci riprovi!
– Le faccio presente che questa citofonata di notifica è stata registrata e che sarà usata in sede giudiziale sul foro di Strasbigi. Nella cassetta delle lettere le ho lasciato gli estremi per il pagamento, che potrà effettuare con carta di credito, bonifico elettronico, bollettino postale, o comodamente in rate da oggi al 2026, ciascuna da 39.5 euro. Arrivederla!

Philip Seymour Hoffman 1967 – 2014

Dopo la morte del biondone leggo in giro solo lodi sperticate (i fan eccessivi arrivano a chiamarlo “Dio” in riferimento alle doti attoriali). A me PSH come attore non piaceva granché (anche se mi sono piaciuti pressoché tutti i suoi film che ho visto): era un Grande Sofferente che portava sullo schermo il Sé Stesso Assai Sofferente, e per questo motivo risultava convincente. Perfino quando sorrideva era tristissimo. E poi mannaggia a lui ha avuto il torto di intepretare sullo schermo Lester Bangs, la mia nemesi musicalgiornalistica.

Immagine

 

Piove

Piove sui cortili non curati

per questo popolati di erbe secche e gatti

Piove sui social network

e sugli aperitivi

Sugli arenili estivi

a traffico limitato

 

Piove sulla ggente

sulle gerarchie

sui nominati a vita

sui lottizzati

sulle belle presenze

sulle iniziative

sui progetti

sul diamoci da fare

sul tutti a casa!

 

Piove sulle smargiassate

mai dimenticate

Piove sui deputati

e sui maturati

Piove sugli esodati

e sui miracolati

Piove sulle vincenti

e sugli sfigati

Piove sulle risorse

Piove su viale Mazzini

Piove sui parchi giochi

svuotati di bambini

 

Piove sulla Repubblica,

sulle piccole imprese

Piove sulle vacanze,

sulle giornate nere

sull’opinione pubblica

e società civile

 

Piove sul governissimo

sui pride identitari

Piove sul cambiamento

che non arriva mai

 

Piove sugli affetti

che non appassiscono

piove sulla lussuria

e sui lavori fatti bene

Piove sui due di picche

e sulle seduzioni

 

Piove su noi

Favoletta Morale I – MMXIII

Una Proposta di Legge, nel suo vagare nelle Commissioni, incappò in un Emendamento. Tempo dopo confessò a un Codice: “da allora sono stravolta”.

politiche 2013 – prima

Io voterò PD. Perché ora è mille volte meglio di cinque anni fa, quando “correva da solo” senza ancora identità né leadership e con un programma che non tale. Non perché è il meno peggio: perché è il meglio. E perché nella coalizione c’è anche SEL.

E penso che il cosiddetto mV5s sia una degenerazione populista, pericolosa e dilettantesca della politica. Che accoglie tra le sue fila traditori, voltacasacca, pasticcioni e pirla. Perché SO che tra pochi mesi molti degli elettori che voteranno il “movimento” si sentiranno dei coglioni e non riusciranno ad ammetterlo.