genti e strumenti: cosa ho visto in Friendfeed

la pagina di ingresso di Friendfeed

la pagina di ingresso

Chi non c’è stato, soprattutto durante il periodo precedente la chiusura, non ha idea di cosa e chi stesse là dentro. Dedico questi pensierini a chi c’era.

Sono stato su Friendfeed, del quale potete leggere qui, dal 18/12/2008 al 10/4/2015, giorno della dismissione. Friendfeed era un capolavoro di ingegneria informatica: ha funzionato bene per quasi sei anni praticamente senza manutenzione, consentiva una interazione tra persone in tempi talmente rapidi da poterli considerare “tempi reali” per le nostre capacità di esseri biologici, era facile da usare e da configurare, era facile per comunicare con scimmie poco pelose fatte come noi.

Essere così riuscito ha consentito (e invogliato) a qualche migliaio di utenti del web italiano particolarmente dotato del desiderio insopprimibile di esprimersi e distinguersi  (insomma, di vivere) di segnalre, pontificare e puntualizzare, cazzeggiare, sedurre, essere sedottio sbruffoneggiare, spettegolare ed esporsi a unanimi biasimi e complimenti.

Come è inevitabile che accada nelle comunità appena popolose, le occasioni di colossali figuracce, di piccole truffe, di creatività e di condivisione di gioia e dolore sono state tutte sfruttate.

Ora è finito, con le ultime settimane e gli ultimi giorni prima della chiusura letteralmente ubriacanti (e per certi versi commoventi) per la quantità e verità di cose dette, scritte e mostrate.

Posso solo dire “che fortuna esserci stato”.

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