le regole dell’improvvisazione

 

Qualche anno fa ho seguito un corso di improvvisazione teatrale, nel quale ho imparato che le “regole” sono quelle che ho ritrovato qui:

Le Regole di Improvvisazione che ti cambieranno la vita e ridurranno il tuo grasso corporeo – di Tina Fey (da Bossypants, che vi consiglio di leggere, tradotto da me medesimo in modo approssimativo)

La prima regola dell’improvvisazione è CONCORDARE. Concorda sempre e DÌ DI SÌ. Quando improvvisi ciò significa che ti viene richiesto di concordare su qualunque cosa il tuo partner abbia creato. Così se stai improvvisando e io dico “Fermo, ho una pistola!”, e tu dici “Quella non è una pistola. E’ il tuo indice. Mi stai puntando contro il tuo indice.”, la nostra improvvisazione si blocca. Ma se io dico “Fermo, ho una pistola!” e tu dici “La pistola che ti ho regalato per Natale! Bastarda!”, abbiamo iniziato una scena perché abbiamo concordato che il mio indice è proprio una pistola.

Ora, ovviamente nella vita reale non concorderai con qualunque cosa detta da chiunque. Ma la Regola della Concordanza ti ricorda di “rispettare ciò che il tuo partner ha creato” e almeno di iniziare da una posizione di mente aperta. Inizia con un SÌ e vedi dove ti porta.

Come improvvisatrice, mi trovo sempre scossa quando incontro qualcuno nel mondo reale la cui risposta è sempre no. “No, non possiamo farlo.” “No, non sta nel budget.” “No, non ti terrò la mano per un dollaro.” Che modo di vivere è mai questo?

La seconda regola dell’improvvisazione è di non dire solo sì, ma di dire SÌ, E… Ci si attende che tu concordi e che aggiunga qualcosa di tuo. Se inizio una scena con “Non posso credere che faccia così caldo qui dentro” e tu dici “Già…” ci fermiamo. Ma se dico “Non posso credere che faccia così caldo qui dentro” e tu “Che ti aspettavi, siamo all’inferno!” O se dico “Non posso credere che faccia così caldo qui dentro”, e tu dici “Già, non va bene per le statue di cera.”. Oppure se dico “Non posso credere che faccia così caldo qui dentro!” e tu dici “Te l’avevo detto che non dovevamo strisciare dentro la bocca di questo cane!”, ora stiamo andando da qualche parte.

Per me SÌ, E… significa non aver paura di contribuire. Contribuire è una tua responsabilità. Assicurati di aggiungere qualcosa alla conversazione, le tue partenze hanno un valore.

La regola successiva è PRODUCI AFFERMAZIONI. È il modo positivo di dirti “Non porre continuamente delle domande”. Se siamo in una scena e dico “Chi sei? Dove siamo? Che ci facciamo qua? Che c’è in quella scatola?” ti sto spingendo verso il fornire tutte le risposte.

In altre parole: qualunque sia il problema, sii parte della soluzione. Non startene là a porre domande e a creare ostacoli. Abbiamo lavorato tutti con quel tipo di persona, è un peso. Solitamente è la stessa persona che in ufficio fa affermazioni come “Non ci sono calorie se lo mangi stando in piedi” o “Mi sento minacciato quando Gigliola alza la voce!”.

PRODUCI AFFERMAZIONI si applica anche alle donne. Esprimiti con affermazioni invece che con domande apologetiche, nessuno vuole andare da un medico che dice “Sono io il suo medico? Dovrei parlarle delle procedure? Ero il primo del mio corso all’Università, e quindi?”. Fai affermazioni, con le tue azioni e la tua voce.

Invece di dire “Dove siamo?”, prova a dire “Eccoci in Spagna, Dracula”. Va bene, questo potrebbe apparire come un inizio terribile per una scena, ma ci conduce alla regola migliore:

GLI ERRORI NON ESISTONO, esistono solo opportunità. Se iniziamo una scena nella quale penso sia chiaro che sono un poliziotto in sella a una bici, e tu pensi che io sia un criceto sulla ruota, sai che ti dico? Che io sono un criceto sulla sua ruota da criceto, non sarò io a fermare l’azione per dire che sono un poliziotto sulla sua bicicletta.

Chissà, forse finisco per essere un criceto poliziotto messo in punizione sulla ruota perché sono uno sbirrocriceto fuori controllo, che non segue le regole della polizia criceta.

Nell’improvvisazione non si cono errori, solo casualità meravigliosamente felici, e molte delle scoperte più importanti sono state fatte per caso, come la Nutella o il Botox.

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