"Al di là delle definizioni"

Questa classifica dei "migliori dischi del 2008" è davvero singolare: nessuna o quasi delle brevi recensioni dice di che musica si tratti; dice "ascoltalo e ci siamo capiti".

Esempio:
18) Our Brother The Native – Make Amends, for We Are Merely Vessels
Un disco che va al di là delle definizioni e che esprime al tempo stesso, angoscia e tranquillità in un ossimoro inevitabile ma reale.

– Eh?

oppure:
28) Samuel Beckett’s Renaissance
La semplicità uterina dei groove laterali e sofisticati dei maestri del genere. Sconsigliato a chi crede che i Rambus di Pete Riskin siano stati un episodio effimero.

– Eehhh???????

o ancora:
9) Gregor Samsa – Rest
Un`obliquità pallida, dove il crescendo non è mai enunciato, se non tramite una continua assuefazione alla narcolessia emotiva, vissuta da rintocchi ed accenni, più affine alla simbologia dei Low che dei Codeine.

– Eeeeeehhhhhh?

Quiz:
Una è inventata: quale?

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4 Responses to “"Al di là delle definizioni"”

  1. aquatarkus Says:

    ovviamente la seconda (e senza googlare)

  2. AdRiX Says:

    era così facile?

  3. utente anonimo Says:

    Beh, anche da giudicare solo dalle copertine, una cosa è certa: non si tratta di ballabili scapigliati.

    Ivy

  4. UnaStranaStrega Says:

    uff, non dovevi già dire che era la seconda.. (comunque esiste un facitore di recensioni indie: mischia frasi a caso e ne escono delle chicche fantastiche)(ovviamente non so più come trovarlo)


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