Dopo

I muri di fabbriche morte
Contengono i passi di tutti
Coloro che per merito o sorte
Ci hanno passato una vita

A sbattere ferro su ferro
A fare bicchieri o mattoni
O a mettere assieme quei televisori
Da dove imitate la vita

O ne fate finta di suggere il fiato

Quei capannoni deserti invece
Contennero piste da ballo
Nei cessi sfondati una volta
Qualcuno faceva del sesso

In pista ballavano sbronzi
Ragazze dotate di corpi smaglianti
Muovevano il culo sui cubi
Nel buio ormai spento furtivi
Ora scorrazzano i topi

Luoghi deserti ormai morti
Circondano ogni città
Quegli artefatti contorti
Ci paiono ormai senza vita
E invece ora ospitano
Coloro che forse in futuro
Ci sostituiranno


Dai semi i ramoscelli
Spaccano il cemento
Lucertole scorrazzano
Insetti ronzano, le donnole si saziano
Le volpi i ricci i vermi i ragni
Cespugli ed erbe senza fretta
Lo spazio riconquistano

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3 Responses to “Dopo”

  1. RosaTiziana Says:

    Ah la vena creativa di certi informatici…!
    😉

  2. AdRiX Says:

    La scienza è cio che capiamo abbastanza bene per spiegare un calcolatore. Arte è tutto il resto di ciò che facciamo.

    Donald Knuth

  3. utente anonimo Says:

    la vita non si ferma.

    amo


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