Sono solo. Non ricordo da quanto tempo mi accadesse, finora era accaduto soltanto per qualche ora, e sempre in luoghi che conoscevo bene.
E ora è tutto diverso. Mi hanno portato in un luogo mai visto, dove tutto è nuovo, i paesaggi, le distanze. E mi hanno abbandonato.
Sono tre albe che non tocco cibo, tranne che per quel coniglio che son riuscito a prendere fortunosamente il primo giorno, e che fatica per riuscire a mangiarlo. Ma era buono, il sapore del sangue vivo era buono anche se forse non l’avevo mai provato.

Oggi ho conosciuto dei nuovi, non capivo nulla di ciò che mi dicevano ma cercando di mostrarmi amichevole mi hanno accettato, e lasciato girovagare in loro compagnia. Conoscono un sacco di posti dove trovare cibo, per via della mia mole qualcuno di loro mi tratta con una qualche deferenza. Il Capo è una femmina, il suo sguardo e i suoi modo di fare fanno capire chiaramente che è lei a comandare, ma sembra che tutto sommato nella comunità tutto funzioni senza che nessuno arrivi davvero alla violenza. Basta capirsi, basta un gesto e nessuno diventa veramente ostile. A parte il Piccoletto, un antipatico arrogante e presuntuoso che riesce a fare irritare tutti, lo Scuro in particolare, con la sua  continua petulanza.

E’ passata una luna e ieri durante una mia esplorazione solitaria ho dato un contributo alla comunità che mi ha fatto guadagnare parecchio rispetto. Ho trovato l’acqua, in questa estate torrida era importantissimo che tutti potessimo finalmente bere a sazietà. Capisco finalmente gran parte di ciò che mi dicono i compagni, pure ho dovuto sforzarmi per imparare questa lingua, così diversa a quella cui ero abituato, e tuttavia così più vicina alla mia natura.

Credo che questa gente sia la mia gente, mentre per coloro con cui stavo prima fossi in qualche modo niente più di uno schiavo, qualcuno con cui passare solo un po’ di tempo.

Ora che sono di nuovo forte sono il secondo del Capo, mi ha fatto capire che si vuole accoppiare con me.

Un anno. Mi sembra incredibile: sono il compagno del Capo, la splendida e forte amorevole femmina che mi ha dato tre figli, che cresceranno sani e forti. Mi accompagnano in esplorazione notturna, si dice che oltre questa strada ci siano territori di caccia ricchi e che sia difficile trovare dei nemici. Non vedo nessuno e passo, facendo cenno di non seguirmi immediatamente.

Finale 1
Sto per morire. Il veicolo che mi ha schiantato era troppo veloce, sono scesi degli individui bipedi, come quelli che mi tenevano schiavo. Muoio felice tuttavia, perché a differenza di quando mi abbandonarono, so chi sono.

Finale 2
Per un soffio. Un veicolo simile a quello dal quale sono stato abbandonato passa ruggendo. Ora sono dall’altra parte, esplorando sotto la banchina ho trovato uno stretto passaggio sotto la strada. Con sgrossi sforzi riesco a farmi largo tra la vegetazione, un breve richiamo avvicina i miei figli. Possiamo passare di là, senza che nessuno dei bipedi che mi tenevano schiavo ci veda.

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9 Responses to “”

  1. metallicafisica Says:

    gli “Happy end” sono sempre graditi, anche per gli animali, quindi Finale2 ma con puntata successiva.

  2. lester Says:

    Bello. Il finale 1 è un finale, il finale 2 non lo è.

  3. AdRiX Says:

    metallica: f1 è meglio
    lester: f2 è un finale aperto, rivela la natura del protagonista anch’esso

  4. metallicafisica Says:

    io preferisco F1, il lettore può scegliere, no?:)

  5. nikapov Says:

    Da quando in qua compri Focus? Non fare finta di niente, ho letto l’articolo sui randagi proprio oggi dal dentista 😉

  6. birambai Says:

    Ti candido all’isola dei famosi 🙂

  7. AdRiX Says:

    nikapov: no, è Focus che ruba le idee
    birambai: mi sfugge la motivazione 🙂

  8. amoilmare Says:

    li sceglierei entrambi. a seconda dei giorni e dell’umore.. con una maggiore propensione per il primo, però. poter dire “so chi sono” è tutto.

  9. Petarda Says:

    nemmeno io comprendo il commento di bobboti, a meno che non fosse riferito al protagonista della tua storia.

    a proposito, io per gli animalini vorrei sempre un happy end, se possibile. almeno virtuale.


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