Qualunque sia il motivo io trovo il fare arrossire una fontana "sacra" irresistibilmente dadaista, più che futurista. Dalle notizie attorno all’avvenimento, ho pensato di cavar fuori qualche riflessione.

– Il colore rosso non è stato collegato dai coloratori a nessuno dei possibili significati "tradizionali" o contingenti: rossosangue, rossocomunismo, rossomestruale, rossobonzo. Azzarderei che la scelta sia stata assai più tecnica (anilina, colorante economico innocuo ed efficacissimo) che politica, e assai più basilarmente estetica che simbolica: siamo biologicamente MOLTO sensibili al rosso e vederne così tanto proprio lì e in quel modo è una sensazione potentissima e primordiale.

– L’operazione è una gigantesca occasione persa per tutti i gruppi che al rosso associano potentemente i propri simboli: qualunque emulazione non avrà mai lo stesso impatto

– Nondimeno, è possibilissima una serie di atti di emulazione, spererei con esiti estetici altrettanto spettacolari ma altrettanto innocui

– Infine, trovo Fontana di Trevi rossa irresistibilmente bella.

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4 Responses to “”

  1. caporaleReyes Says:

    grande chiusa. applausi 🙂

  2. utente anonimo Says:

    [AHAHAHAHAHAH]

    sicuri sicuri che sia stato fatto per protesta?

    ho trovato una foto che dimostra che la cosa sia stata del tutto casuale:

    http://snipurl.com/1sf3k

    dai…ogni tanto un sorriso fa bene 🙂

  3. skiro Says:

    concordo pienamente

  4. EvaCarriego Says:

    pensavo d’esser tacciata come fascista, invece potremmo fondare l’associazione “Blogger per l’anilina”


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