10 e più cose da fare o non fare se affitti una barca a vela

 – Non rivolgerti ad un broker o un agenzia piccola della quale non hai precise referenze di qualità e accuratezza: il sig. AdRiX ha imparato a sue spese che la differenza tra un’agenzia di charter ben gestita e una mal gestita è tutta nei particolari: ad esempio, se durante l’inventario qualcosa ti vien detto che non funziona benissimo, significa che è inutilizzabile e/o foriera di enormi rotture di zebedei
– Finito l’inventario tecnico, controlla che non ci siano stoviglie o vasellame di vetro in barca: una notte o una navigazione scombussolata, o peggio uno stipetto lasciato aperto senza sicura renderanno il rientrare in barca molto faticoso: i pezzettini di vetro sanno colpire le piante dei piedi a distanza di giorni dal disastro
– Quando butti ancora con fondo tot metri, dopo che hai disteso sul fondo tot*3 metri di catena almeno, assicura la catena con due bei nodi parlati di una cima d’ormeggio su una bitta di prua
– Portati almeno venti metri di cimetta, e un coltello lederman o suo clone: ci potrai assicurare il fuori bordo quando lo trasferisci al tender e viceversa, ricavare degli occhielli se ti salta un grillo da una bugna non verificata, trascinarla dietro la barca qyuando fai il bagnetto e la barca è a secco di vele o alla cappa
– Non dimenticarti di indossare i guanti specialmente i primi giorni: il sig AdRiX questa volta l’ha fatto, e ha le mani lisce che nemmeno dopo uno scrub da Helena Furbistein
– Se la scaletta per il bagno a mare è smontabile controlla ogni suo bulloncino prima di usarla, così non ti accadrà di vedere la metà che si inabissa al primo bagnetto perchè la testa di rapa che ti ha affittato la barca non l’ha controllata
– Se non sei mai salito mai in barca a vela, indossa il cerottino alla scopolamina PRIMA di iniziare la navigazione, o decorerai svariate parti della poppa con residui dell’anima
– Portati un buono spray o lozione 15 anche se ti abbronzi come un bronzo di Riace e non sei già bella/a nera/o
– Se lavi piatti e stoviglie a poppa perchè la testa di rapa non ha fatto attrezzare il lavello della barca col pedale dell’acqua salata, fai MOLTA attenzione a non buttare le posate in mare quando risciacqui
– Quando insegni a timonare con vento al lasco di 15 nodi, fa’ sì che una persona che sa quello che fa tenga in mano la scotta di randa pronta a mollarla se la timoniera principiante ti trascina in una bella straorzata da manuale
– Se la randa ha i garrocci volanti, la persona all’albero deve stare attentissima che tutti i garrocci siano a posto man mano che la randa viene drizzata, altrimenti strapparli è facilissimo, e se drizzi senza troppa concitazione non sarà difficile
– Controlla il percorso delle scotte del genoa e i nodi di ritenuta prima di usarlo: sicuramente passano nei posti sbagliati (all’interno delle sartie, sotto la cima che lega il tender, o da qualche altra parte)



E per finire, alcuni principi di Murphologia applicata alla barca a vela:

 – legge di Ferrero:
la nutella la dovrai ricomprare

– principio di Kelvin
il frigo puzza di cadavere dopo quattro giorni di navigazione

– corollario di Indesit
la bevanda che desideri è in fondo al frigo

– legge di Liquigas
il bombolino del gas finisce dopo che hai buttato la pasta in pentola

– assioma di Badedas
il bagnoschiuma lasciato aperto nel bagno è quello più difficila da risciacquare

– postulato di Galeazzi
se non monti i remi del tender finirai la benzina del fuoribordo

– confutazione di Abbagnale
con o senza remi, la benzina del fuoribordo ti finisce prima che la ricolntrolli

– legge di Bean
al primo montaggio il tendalino sembrerà montato da Mr. Bean

– principio di Eolo
la scotta del carrello di randa non è mai bloccata quando si stramba

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7 Responses to “”

  1. Ecate_ Says:

    Sa di scuffia, tutto questo. Anyway:

    Corollario di Lavazza
    Il caffè tende invariabilmente ad espandersi in tutta la zona cucina, indipendentemente dal livello di sorveglianza del navigante.

  2. utente anonimo Says:

    secondo principio di Eolo: “Se il vento soffia forte, il mare è mosso, e la pasta che prima bolliva in pentola ora bolle in fondo al vostro stomaco in subbuglio rigettatela tenendo conto della direzione dello Zefiro”

  3. utente anonimo Says:

    : chiusura del bold (troppo vento)

  4. utente anonimo Says:

    SATOR
    AREPO
    TENET
    OPERA
    ROTAS

  5. utente anonimo Says:

    Non conosco il 20% delle parole utilizzate in questo post. Tutto ciò è molto bello.

    kaos

  6. caporaleReyes Says:

    il principio di Eolo l’ho sentito nominare come “principio di sda-dang!”, mi confermi che è lo stesso?
    (chi sarà mai questo sda-dang, poi)

  7. AdRiX Says:

    Non esattamente, il principio di Sdadàng vige nei casi in cui la randa è bloccata ma è il timoniere schiappa a strambare involontariamente 🙂


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