Eeeek!

Ho l’impressione che Laura Piccinini, l’autrice di questo delirio sull’intrigante quesito "Perché Starbucks non apre in Italia?"*, ha scritto il linkato articolo in preda ad un’overdose di caffeina. Io credo che tra i caffeinomani nostrani che dibattono ossessivamente sul sogno di ordinare un Grande Decaf Caramel Macchiato o un Venti NoFat Latte, serviti col cilindretto di carta riciclata e logo della sirena (Starbucks, quella di Moby Dick). ci sia anche lei.

*Te lo dico io il perché: in un mercato maturo e diversificato come il nostro, e con operatori scafatissimi,  (parlo di caffè, cappuccini e quant’altro) entrare è quasi suicida. E in questo caso non si può fare mettendo un touch screen intelligente sulla tazzona cartona.

Advertisements

2 Responses to “”

  1. edi Says:

    concordo pienamente con questo post. E comunque, signori miei, il caffé italico (sudico) resta sempre il migliore nella sua semplicità.

  2. utente anonimo Says:

    io aggiungo : più di dieci anni fa, reduce dal mio primo viaggio in the USA anch’io mi chiedevo ma perché starbutts non apre anche in italia e grande fu la mia gioia quando lessi che effettivamente stavano facendo un’indagine di mercato per vedere se. Il risultato fu (com’era ovvio) “meglio di no”. Dunkin’ donuts aprì addirittura un paio di punti vendita con caffé e ciambelle e tutto a Roma (non so se anche altrove) chiusero tutti nel giro di un anno massimo due. Per fortuna.


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: