Facciamo un tributo a  Caius Sempronius? (avviso: questo è un rant musicale)

Sono arcistufo dei tributi a musicisti insigni. Oggigiorno invece di comporre, tanti canzonettari, tanti rocchettari, tanti jazzisti, si rifugiano nelle loro usualmente risaputissime rivisitazioni del Sommo di turno, in generale sfigurando miseramente sia nei confronti dell’originale sia degli illustri e illustrissimi predecessori. Così accade e accade ancora per Monk, Battisti, Davis, Coltrane, Genesis, ELP, Metallica e una miriade di altri mostri sacri che vengono reinterpretati anche in maniera compita e calligraifica senza che però si dica nulla di nuovo.

Uffah!

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3 Responses to “”

  1. birambai Says:

    Sono d’accordo. Però per Monk farei un’eccezione, almeno una, quella di Steve Lacy.

    ps. oh, grazie per la segnalazione. Sono onorato.

  2. caporaleReyes Says:

    secondo me la cosa è collegata in qualche modo allo scaricamento degli mp3. voglio dire, c’è un certo massimo bubola, non conosciutissimo, che vive dele royalties di tre o quattro canzoni scritte a fine settanta/primi ottanta quando aveva vent’anni o giù di lì. al giorno d’oggi avr4ebbe guadagnato un decimo e si eserciterebbe sulle cover, credo.

  3. AdRiX Says:

    Birambai: se uno bravo reinterpreta, chapeau
    Caporale: era un fenomeno diffuso anche prima del file sharing, ed è contemporaneo alla morte della musica (che conosciamo) cui stiamo assistendo.


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