Antefatto

La settimana scorsa il blogatore più Squonk della blogosfera (direi l’unico) ha compiuto una quarantina d’anni. Il contributo del sig AdRiX al blog creato per festeggiare l’evento è uscito fuori futuroide e scherzoso, e ora trova posto anche qui.


Il quarantesimo bordo del tempo

Ero, mi ricordo, al periodo della vita in cui ti appare che tutte le prime volte sono già state consumate. C’era come una soglia, al tempo, in cui si demarcava l’età in cui per davvero la giovinezza della propria personalità davvero finisce e inizia la maturità. Completamente separata da quella del corpo, che poteva o non poteva essere stato tenuto atletico e prestante o viceversa moscio e flaccido, ma questo non importava.

In ogni caso, io c’ero già da qualche anno, e la persona che di lì a poco avrei incontrato inaspettata ne era al margine.

Mi trovavo sul Bellatrix Lateralus Orbital Gem, un planetoide artificiale costruito dai Bogons centinaia d’anni prima come stazione di scambio e rifornimento, luogo che col tempo aveva scoperto la propria vocazione di punto neutrale per le controversie e le scaramucce che ogni tanto si accendevano come incendi in quel quadrante. La mia presenza lassù era solo un transito, mai avrei potuto immaginare che il non ancora vecchio Squonk mi si sarebbe palesato davanti in barba e snikers gialli mentre tornavo dal banco ai tavoli di quel fatiscente pub pseudoingland. E invece eccolo là, ovviamente anche lui lì per quella birra, che molti sapevano essere sopraffina, ottenuta dalla fermentazione di una varietà d’orzo biosint dichiarato illegale altrove.

“Squonk! Per Lyra, cazzo ci fai qua.”

“Eh. Ciao Ghop’Hai. Incredibile. Son qua per concordare una campagna di ipnomarketing coi Bogons della Trikketrakke Comet Trekking. Sai, quei viaggi avventura dove ti paracadutano con una pistola, un coltello e uno zainetto di fudpack in una giungla infestata di bestiacce. A molti piace, semmai glielo facciamo piacere noi. Come ti va?”

“Alla grande. Sono di passaggio, ho un’inchiesta in corso su una brutta storia di intercettazioni engrammatiche illegali, sai, lo scandalo Tetracom. E son venuto qui per la birra…” gli dissi, dopo poggiati i bicchieroni colmi, mentre ci scambiavamo pacche sulle spalle.

“Scommetto che hai sempre impiantato il leggendario Moleskino cerebellare, non riesci a viaggiarci senza, eh? Vieni al nostro tavolo? Sto con Aquatarkus e il Grend, non so le li conosci. Tipi in gamba, anche se non esattamente comuni.” dissi.

“Ma certo.”

Mi seguì al tavolo, dove il Grend stava dimostrando ad Aquatarkus come fanno i Grend a bere due pinte contemporaneamente. Ovviamente la dimostrazione riusciva perfettamente, considerata l’abilità dei Grend ad esistere in due tempi paralleli, se adeguatamente carburati da una certa dose di etanolo in corpo. Tuttavia la sensazione che rimaneva dopo questi exploit del Grend era sempre piuttosto stramba, visto che il doppio imbuto temporale del Grend si proiettava attorno per qualche metro. Per esempio io e Squonk osservando il Grend mentre tracannava provammo la sensazione di essere allo stesso tempo là al banco, a salutarci. Insomma, un gran casino.

“Porco diavolo.” disse Squonk esterrefatto. “Ne avevo sentito parlare ma sentirselo addosso. E assistervi. Impressionante.” Distintamente all’inizio, e via via più sfocati intanto ci vedemmo mentre ci abbracciavamo nei pressi del banco.

Noi tre umani scuotemmo la testa e facemmo spallucce, guardandoci in faccia con espressioni divertite e lievemente perplesse, e subito dopo io e Squonk, contagiati dalla risata di Aquatarkus, scoppiammo a ridere contemporaneamente, mentre il Grend ruttava soddisfatto. Presentai tra loro i miei amici, e cominciammo a conversare. Ovviamente la discussione cadde sul tempo. “Certo che per voi Grend il tempo ha un altro significato. Per noi umani invece è solo una freccia che va in avanti e…” disse Squonk ad un certo punto, dopo una generosa sorsata.

“E?” replicammo in coro noialtri.

“E io ora mi trovo proprio vicino ad una tacca della freccia. Domani compio quarant’anni.”

“E allora?” replicò Aquatarkus. Io e Ghop’Hai ci siamo passati quattro anni fa, e come vedi…”

“La fate facile voi. Ma sapete benissimo che per noi umani è una soglia, una specie di diaframma che si attraversa in una direzione sola.”

“Noo. Niente freccia, niente tacca. Il tempo ha un’altra forma. Molto diversa.” replicò convinto il Grend. “Il tempo ha come la forma di un nastro di Moebius. Però ha molte più bidimensioni di un nastro di Moebius. So che non è facile da spiegare. Ma ha anche un’altra caratteristica. Molto importante.”

“E sarebbe?” intervenne Aquatarkus, mentre faceva cenno alla cameriera ordinando un altro giro per tutti.

“Se ci sono le condizioni… le condizioni giuste.”

“Allora? Dai, Grend, non tenerci sulle spine” sbottò allegramente Squonk, al quale le paturnie da quasi quarantenne erano oramai passate grazie alla libagione.

“Beh, è buono da mangiare. E nei contorni degli eventi ciclici, che voi vedete come cifre tonde, è bello croccante.” sospirò con aria sognante il Grend.

(con la collaborazione involontaria di Aquatarkus)

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