Non l’ho ascoltato. E faceva schifo. Quando poi l’ho ascoltato, faceva più schifo.

Nel dominio che un po’ conosco, la musica rock, la procedura di stroncatura ben descritta da Roberto Cotroneo in un corposo stralcio postato su Lipperatura, è in auge da decenni.

Il leggendario John Peel, DJ inglese che ospitò alla BBC il gotha del rock inglese tra i ’60 e i ’70, definì l’esibizione di Emerson, Lake & Palmer al festival dell’Isola di Wight (1970) "un tragico sciupìo di tempo, talento ed elettricità". Nonostante il mio amore sconfinato per ELP, questo è un esempio magnifico di stroncatura creativa, il genere che io preferisco. Quando davvero cattive e ironiche, le stroncature sono divertenti e hanno il dono supremo dell’intrattenimento: non sono noiose, e sono più divertenti se il bersaglio è grosso, se non altro per virtù di popolarità, pescando nel nostro interno serbatoio inesaustibile di antipatie, livori e invidie. Correndo il rischio, per lo stroncatore, dell’odio imperituro dei fan degli stroncati: da appassionato (mio malgrado: trattasi di imprinting) del progressive rock, la genìa dei giornalisti di Rolling Stone e Creem, poi emulata in Italia su Mucchio Selvaggio (per fare un esempio), gode della mia più profonda antipatia. (Eppure, a rileggere quello squinternato di Lester Bangs, che pure di certe musiche non capiva una mazza, non riesco a non divertirmi: perchè comunque le debolezze dei personaggi comunque le coglieva, e le fustigava).
Ma mica solo il progressive fu bersaglio di cotanti vati: i Led Zeppelin, da tempo inattaccabili da qualunque critico a meno che non voglia celebrare il suo suicidio professionale, ricevettero bastonate leggendarie anche all’uscita degli album immediatamente successivi al primo, ora ritenuti unanimemente perfetti. Immaginate: Melody Maker aveva stroncato l’album senza nome, quel quarto album che contiene la canzone-da-non-suonare-MAI-alla-chitarra: nientemeno che Stairway To Heaven (da non credersi, nevvero?).
In sintesi: anche la stroncatura, se si vuole, è un genere, un filone, una corrente. E tanto più di valore quanto più lo stroncatore ha talento: insomma, tanto di cappello allo stroncatore bravo, indipendentemente dalla statura dello stroncato. Ma forse a maggior ragione quando lo stroncato è un grande, che tuttavia non può essere inattaccabile: nessuno lo è, in quanto umano.

Ora, tornando alla letteratura (o arrivandoci?), l’uscita di Sul banco dei cattivi, edito da Donzelli, suona appetitosa. E sono tentato di leggerlo, per la presenza, in qualità di vittime, di Baricco, Santacroce e Lucarelli. Perché?

Perché sono cattivo.

Advertisements

9 Responses to “”

  1. aquatarkus Says:

    Mavalà mio buon amico. La tua non è cattiveria, ma tifo sportivo nel vedere gareggiare l’arte contro se stessa, in una zuffa da bassifondi.

  2. utente anonimo Says:

    lui ha tolto le tag e quindi per trovare le sue recensioni musicali devi sfogliare il blog. ma ne vale la pena, giuro.

    strega (strana)

  3. inconnuaubataillon Says:

    bene, bene. speriamo nel seguito “Sul banco degli onanisti” con Nove e Scarpa.

  4. AdRiX Says:

    Acide, usted pertenece también al grupo de los troncatores. De blogistas.

  5. utente anonimo Says:

    Ma Calvino che non voleva pubblicare Fenoglio, cos’era?
    isntitapity

  6. utente anonimo Says:

    come scrittore non so, ma ho visto lucarelli a condurre una serie tv (sui casi irrisolti, tipo la figlia del dipendente del vaticano rapita ai tempi di ali agca) ed era efficacissmo, altro che stoncatura

  7. falconemaltese Says:

    Una volta sono stato ad un reading di Baricco a Cagliari.
    Meno male che avevo l’ipod.

  8. utente anonimo Says:

    l’ultima ce la rivendiamo illico.


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: