Truciolo, nel vino truciolo

Grande polemica per il "vino truciolare": il vino barriquato in casa, quello che per ottenere quel retrogusto di carpentiere viene condito coi trucioli di legno che simulano un passaggio in botticelle da "seasononig", è osteggiato dai puristi del fatto in Italia.


Analizziamo la questione da un altro lato: ai consumatori è stato proposto da tempo vino con quel saporiello ligneo che ora incontra i suoi gusti. Ma: se il vino ha lo stesso sapore e odore sia truciolato sia davvero passato in barrique, a me consumatore cosa importa? Si risparmiano intere foreste (le barrique dopo un po’ vanno "grattugiate" all’interno perché rimangano efficaci e dopo un paio di passaggi si buttano via), costa di meno, è praticamente indistinguibile, specie per i vini di fascia medio bassa.

Casomai, educhiamo ad apprezzare ill vino che sappia di vino e non di comodino, piuttosto che insistere su tecnologie vecchie che alzano i prezzi artificialmente. E costringiamo i produttori a dichiarare il metodo di seasoning.
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8 Responses to “”

  1. aquatarkus Says:

    Il falegname diventerà una figura importante nell’enologia?
    Se dentro il tino di vino rosso ci affoghi Baricco, il vino esce barricato o semplicemente stucchevole?
    Se si usa il legno di balsa, il vino diventa più leggero.
    Questi interrogativi inquietanti si affollano nella mia mente mentre mi sbevazzo il mio Cannonau di proprietà. Vino che favorisce elucubrazioni sceme.

  2. Effe Says:

    ci son certi vini componibili, certi rossi con lavapiatti in omaggio, certi bianchi d’arte povera, che gli è tutto un effetto globalizzazione
    (in compenso ho un tavolino che odora di barbaresco, per effetto di uno sbadato rovesciamento di bottiglia avvenuto anni fa, e ora indelebile)

  3. aquatarkus Says:

    Effe parla del rosso componibile Ikea: il famoso BÅRBERÖ

  4. caporaleReyes Says:

    [facendo la ola] grande aquatarkus!

  5. PlacidaSignora Says:

    Quella del vino “che sa di comodino” è fantastica ;-D*

  6. AdRiX Says:

    Il Comodello di Capezzale: un vino rosso dal colore rosso rubigno, sentori di pigiama palazzo e Chanel n°5, note di vecchio faggio, frutti rossi e comodino, leggermente tànnico, di pronta beva che ben s’accompagna a puff al formaggio, popcorn, patacrocche da discount e cibi confezionati da sgranocchio poco impegnativi.

  7. PlacidaSignora Says:

    Ricordi “I maneggi per maritare una figlia” di Govi? La scena del gibbonetto (gilet), che la moglie gli trova, lui l’indossa, l’annusa più volte, fa faccia schifata e le chiede
    “Ma dov’era?”
    e lei risponde
    “Nel ghirindùn” (nel comodino)
    Nello sportello dei comodini un tempo si conservava nascosto un fondamentale oggetto che emanava bel altri sentori…;-D

  8. AdRiX Says:

    lo so, non volevo involgarile il Comodello ;-*


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