Nella vecchia Tunisia

Son tornato. Dalla Tunisia e su YAUB, e approfitto dell’occasione per raccontare cosa ho visto e sentito nel Paese di là dal mare.

– Tunisi dall’alto è bianca e terrosa. Dal basso, è terrosa e bianca. Ed è proprio bella.
– I Tunisini, quelli che ho conosciuto, sono giovani, ambiziosi, entusiasti preoccupati e speranzosi. Hanno una gran voglia di mostrare quanto valgono,  e hanno una gran voglia di vedere un bel po’ di mondo.
– La Tunisia è un Paese di dieci milioni di abitanti dei quali due milioni vivono nella Grande Tunisi. Purtroppo non c’è stato tempo e occasione di vedere altro che un luogo di lavoro molto simile al mio naturale luogo di lavoro, qualche autostrata e un brevissimo scorcio di Medina. Ma recupererò.
– I ragazzi e le ragazze tunisine vivono ancora un po’ "separati", fanno lo "struscio" come da noi negli anni sessanta, i ragazzi da una parte e le ragazze dall’altra. Le ragazze studiano come matte e ottengono risultati migliori.
– in Tunisia si guida come in Sicilia, ma i pedoni sono più numerosi (anche in autostrada!!!) e tutto sommato c’è meno traffico. Ma hanno tutte le intenzioni di raggiungerci.
– a Tunisi moltissimissimi capiscono l’italiano, e capiscono se sei italiano alla primissima occhiata. Si dice che una delle prinicpali fonti di alfabetizzazione italica in Tunisia sia stata Raffaella Carrà.
– continua…

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8 Responses to “”

  1. gilgamesh Says:

    Se dovesse tornarci per diporto, Goppai, e ne vale la pena, tra i vari “pacchetti viaggio” salvo voglia fare il turista-fai-da-te-no-alpitùr che comunque non è affatto una cattiva idea, esiste quello (piuttosto conveniente) chiamato “Tour delle Oasi (incluse Oasi di Montagna) in fuoristrada” che decisamente merita, nel senso che è conveniente e completo.

    Si arriva a Tunisi in aereo, ci si trasferisce in autobus ad Hammamet (volendo, c’è il ristorante “Alla Scala” pare sia di un certo Brambilla amico del poeur Armanini, trasferitosi colà al seguito del Cinghialone ferito) e da là di prosegue per El Djem (grandioso anfiteatro romano), poi Sfax (importante città costiera, porto commerciale), da là a Gabes (oasi in riva al mare, mercato delle spezie) quindi Matmata (visita al villaggio troglodita berbero) e Tataouine (si, nel caso se lo stia chiedendo, è dove George Lucas ha girato gli esterni di Guerre Stellari) poi Medenine (i più importanti granai della Tunisia del Sud) con visita ai villaggi berberi di Chenini e Doniret. Poi si parte per Douz, passando per Ksar Ghilane, porta del deserto (inizia il Sahel tunisino, si possono incontrare i Merazig, come là chiamano i tuareg) girellando per i villaggi dei dintorni: Nouali, Zaafrane e Saabria.
    Quindi si va a Tozeur, attraversando lo Chott el Djerid (dove si vedono i famosi “treni” e altri miraggi). Una volta arrivati ci si inerpica per l’Atlas Sahariano, fino alla prima oasi di montagna, Tamerza (notevoli cascata e giardini) e da là si arriva a Chebika e a Mides (panorama mozzafiato). Al ritorno, lasciata Tozeur si passa da Kairouan (c’è un bel souk e una famosa moschea) e si fa una breve sosta a Gafsa. Infine si rientra ad Hammamet e da là a Tunisi e via verso casa in aereo.
    Il tutto in 8 giorni, su Toyota Landcruiser bianchi, con autisti tunisini che tengono solo musica locale ad altissimo volume, vanno a tutta birra e non parlano italiano salvo il minimo sindacale.

    Però ne vale davvero la pena 🙂

  2. aquatarkus Says:

    La Carrà che alfabetizza…ma guarda. Ti hanno almeno salutato con un Tuca-Tuca?

  3. utente anonimo Says:

    Eh già, aquatarkus, immagina… accolto da un caloroso “Carramba, che sorpresa!” e invitato a partecipare ad un simpatico gioco di società a base di fagioli in un vaso… il tutto inframmezzato da risatacce sguaiate.
    Ivy

  4. aquatarkus Says:

    Noi sì che esportiamo civiltà e democrazia.

  5. inconnuaubataillon Says:

    hello, Mr Tour Operator, non tralasciare un dato fondamentale: il bar del primo StarWars (primo in ordine cronologico, savasandir), quello dove i mostriciattoli bevono long drink di bagnoschiuma si trova a Matmata, dentro l’hotel per trogloditi Sidi Driss.Ah, il bel giretto che hai descritto (a parte Ksar Ghilane) si puo’ fare quasi tutto in louage: il risultato è uguale, costa quaranta volte meno e hai meno rischi di incontrare italiani pisquani.

  6. gilgamesh Says:

    Grazie davvero, Vostra acidità :o)

    È un particolare che m’era sfuggito; francamente non mi dispiacerebbe rifare quel giro autonomamente anzichè come tour organizzato, e Matmata in particolare merita una visita più accurata (ma anche Douz e dintorni mi son rimasti nel cuore).

    E la scena del bar galattico nel primo “Guerre Stellari” resta una delle migliori della science fiction, ante e post.

  7. inconnuaubataillon Says:

    salute a te, Sumero. visto che si parla di Douz, non scordiamoci i corni di gazzella e la memoria di costui.

  8. utente anonimo Says:

    ho lavorato 6 mesi con 3 tunisini …forse mi son capitati quelli sbagliati


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