Guardando Al-Jazeera
(o guardando il mondo, se preferite)

Per le settimane successive [alla caduta di Baghdad] mentre un’audience di 30 milioni di spettatori, al-Jazeera aprì le linee telefoniche notte dopo notte, permettendo ad Arabi da tutto il mondodi parlare dell’Iraq senza testo regole o filtri. Le angosciate, adirate, delirantidiscussioni, nelle quali gli Arabi lottavano per dare senso agli avvenimenti, hanno costituito forse il dibattito più aperto e accessibile per la storia Araba E sono stati materiale di grande televisione.

[…]

Critici di lungo corso come Iyad Allawi [Primo Ministro ad interim iracheno] e il Segretario di Statoa U.S. Condoleezza Rice hanno ammesso che la copertura sulle elezioni irachene e le proteste in Libano dopo l’assassinio di Rafik Hariri, l’ex Primo Ministro che aveva sconfitto gli occupanti siriani, hanno aiutato la casua delle riforme.

E’ un brevissimo estratto da un articolo online del Wilson Quarterly che  che illustra come al-Jazeera, pur con il suo orientamento e il suo indubbio sensazionalismo, rappresenti un’opportunità di enorme valore per i futuri cambiamenti in Medio oriente. Da leggere e meditare.

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One Response to “”

  1. Effe Says:

    ogni malattia genera i propri anticorpi (ma il paziente spesso muore ugualmente)

    consiglerei giuochino chez herzòg


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