Dall’immensa piazza, ora semideserta, si levò una voce.

Nessuno l’ascoltava, tuttavia diceva.

Io no.
Io non credo nella dignità dell’Uomo in quanto creato.
Io credo nell’uomo in quanto è.

Io no.
Io non credo nel peccato in quanto nascita.
Io credo nella consapevolezza accidentale.

Io no!
Io non credo in una legge che non ci si dà.
Io credo nella ricerca della concordia tra pari.

Io no.
Io non credo che un uomo possa essere infallibile. Proprio no.

Io credo nella materia e nelle arti
Nella scoperta della dignità non rivelata
Nella bontà e nella contraddizione
Non credo a chi mi dice "Sei dannato in quanto nato, e solo io possiedo l’esorcismo".

(A margine: il Funerale, epocale per partecipazione epidermica, forse seme dell’incubo di ogni ateo razionalista quale penso di essere: l’unificazione delle religioni monoteiste. Spero sia un incubo, pavento il giorno in cui qualcuno mi diraà "Non puoi fare altro che credere in quanto chi testimonia fede è in buona fede.")

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One Response to “”

  1. lester Says:

    Si rispetta tutto. E l’unificazione delle religioni monoteiste, forse per ragioni opposte alle tue, e l’incubo pure mio (e certo lo era di Wojtyla).


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